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Visualizzazione post con etichetta Brian Eno. Mostra tutti i post
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mercoledì 20 ottobre 2010

Brian Eno – Small Craft On A Milk Sea (2010)


1. Emerald And Lime
2. Complex Heaven
3. Small Craft On A Milk Sea
4. Flint March
5. Horse
6.2 Forms Of Anger
7. Bone Jump
8. Dust Shuffle
9. Paleosonic
10. Slow Ice, Old Moon
11. Lesser Heaven
12. Calcium Needles
13. Emerald And Stone
14. Written, Forgotten
15. Late Anthropocene


mercoledì 21 ottobre 2009

Brian Eno - Compact Forest Proposal [5 Studies for "010101", San Francisco Museum of Modern Art, (2001)


1. Compact Forest Proposal, Condition 5
2. Compact Forest Proposal, Condition 3
3. Compact Forest Proposal, Condition 4
4. Compact Forest Proposal, Condition 8
5. Compact Forest Proposal, Condition 7



http://www.megaupload.com/?d=QUTRCJBU

lunedì 4 maggio 2009

L'ambiente da riempire





Secondo Eno la musica si compone seguendo 3 fasi:

- scrittura/concepimento/ideazione del brano;

- esecuzione del suddetto per mano di musicisti competenti;

- manipolazione finale del "suonato" da parte dell'autore.


Eno è l'autore. Il che significa che chi fa musica non deve per forza essere musicista (manifesto di questa sua centrale idea è il libro da lui scritto "Music for non Musicians"). Ma significa anche che Eno è "artista" , non esecutore, è il regista che dirige gli attori/suoni. Questo può sembrare scontato oggi che di musicisti/non musicisti, ovvero che producono musica con macchine e non con strumenti (gli autori di musica elettronica) ne è pieno il mondo.. Ma il primo album di musica ambientale (o almeno il primo che fù chiamato tale) è Music For Airports, uscito nel 1978 dove forse, a manipolare macchine e a fare musica "non convenzionale" fra i più grandi c'erano poco più che i Kraftwerk e la grande scena Krautrock tedesca, come Faust e Can (poi c 'era anche la matrice "colta" della musica contemporanea, di cui però non so nulla..). Comunque sia, al di la di chi venne prima e di chi venne dopo, Eno "inventa" la musica ambient.


La musica ambient secondo Eno (che oltre che non musicista è teorico della musica, cosa che lo rende molto interessante) richiede un radicale sconvolgimento dei concetti di produzione e fruizione musicale.La fruizione deve essere "distratta" , la musica ambientale è fatta per gli ambienti (vedi appunto Music for Airports), deve riempire spazi. La musica diventa proprio un opera d'arte da installazione, come è tipico dell'arte contemporanea che anch'essa dalle due dimensioni del quadro o dalle autoreferenziali tre della scultura, e si fa ambiente, si apre allo spazio, diventa percorribile (Pollock dipingeva entrando nel quadro stesso).Una musica da Es, da sottofondo, che più che ascoltata va sentita mentre si pensa ad altro, dovrà essere il più spoglia e minimale possibile.Non deve stupire chi la ascolta/sente, nè essere ingombrante. Deve lasciare che passi anche il rumore dell'ambiente (auto, gente che parla..).Eno passa dai primi album glam, alle cosìdette agli album dove si comincia a sentire l'elettronica (o i suoni elettronici) come "Another Green World" e "Before and After Science", sino alle lunghe note, leggermente modulate fra il suono asettico e quello romantico, sino alle musiche "da thriller" , tipiche di "Apollo: Atmosferes and Soundtracks" .

E' questa la "musica discreta" , da aeroporti, supermercati, sale d'aspetto.


Solo per darci un'idea di quanto Eno non si senta "l'aureola del musicista/genio", ha composto delle suonerie esplicitamente per un modello di cellulare della Nokia. Venduto? Avanti? Chissenefrega :D
Music For Airports (1978)

Brian Eno - Music For Films (1978)


1. M386
2. Aragon
3. From the Same Hill
4. Inland Sea
5. Two Rapid Formations
6. Slow Water
7. Sparrowfall (1)
8. Sparrowfall (2)
9. Sparrowfall (3)
10. Quartz
11. Events in Dense Fog
12. There Is Nobody
13. A Measured Room
14.Patrolling Wire Borders
15. Task Force
16. Alternative 3
17. Strange Light
18. Final Sunset