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sabato 12 febbraio 2011

THREE STEPS TO THE OCEAN + A COLD DEAD BODY @ NoFun (UD) 04/02/2011


***

...che figata il NoFun!
è la prima volta che metto piede in questo locale, ma fin dall'ingresso lo trovo accattivante: attraversiamo un altissimo tunnel di cemento con i tubi che sporgono dalle pareti. una roba megaindustrial in una zona industrial.
...dentro è il classico capannone, ma è parecchio bello, ben fatto, ampio, pulito, semplice, con un palco abbondate... cazzo, ci potrebbe suonare gente veramente grossa qua dentro. [e magari così non dovrei farmi centinaia di km alla volta per vedermi certi grupponi].
secondo me questo posto è un po' sottovalutato e mi sa che dovrò frequentarlo più spesso.
...e nonostante l'ora presta, di fuori c'è già un bel po'-po' di gente che attende sfumazzando e parlottando l'inizio dei concerti.

...e anch'io sono in trepidante attesa... non vedo l'ora di vedere i Three Steps to the Ocean!
conosco i loro lavori e gli riconosco la fama a livello nazionale, concreta e consolidata negli anni. nel nostro paese questi signori sono un'istituzione nel genere post-rock!
...finalmente eccoli sul palco i quattro milanesi e, non c'è che dire, la loro reputazione è più che giustificata.
nel giro di mezzo brano riescono a rapire la totalità del pubblico.
le lancette dell'orologio rallentano e l'universo diventa una corda che vibra. gli atomi trasfigurano in suono.
questo è il classico live in cui perdere la testa e lasciarsi andare nella musica.
...e questo è un gruppo che sa decisamente il fatto suo, che sa creare alchimia sotto al palco.
sono grevi, ma senza risultare pomposi. sono professionali, ma senza risultare snob.
la coordinazione tra di loro è invidiabile e il livello di concentrazione e dedizione è alto. nonostante non ci siano grandi movimenti, il cantante si sveste progressivamente man mano che il concerto prosegue e il caldo aumenta.
...i brani sono lunghissime e articolate suite strumentali. è materia ad ampio respiro, che riesce a conciliare marasma e ordine, roba pesa e carezze leggere.
è difficile dare dei riferimenti razionali a quanto prodotto dal gruppo; credo sia più giusto sottolineare come riescano a toccare le corde del pubblico. siamo tutti imbambolati ad osservare un muro di suono da cui emergono forme inconsuete, grigie e guizzanti. schizzi cerebrali modellati da questi quattro artisti,
...e dopo tutti questi svarioni, un ultima lode al merchandise! la maglietta con la faccia del visconte Cobram... è bellissima! roba da acquisto immediato!!! [e difatti non l'ho comprata... -_- ]

...ma intorno a me vedo facce note e arcinote... ci sono due/quarti dei robert of the square, c'è il cantante dei blame it on the ocean, componenti vari de I Conigli Rosa Uccidono e pure la barista del Pieffe Factory! [Lucinico Hardcore!!! FUCKING YEAH!!!]... insomma, stasera c'è almeno metà del Friuli-che-conta. e sono tutti venuti ad assistere all'evento della stagione... gli ACDB stanno per presentare Harvest Years, il loro primo album ufficiale!
...ma sono preoccupato per la resa del suono. :\
è vero che il locale è tutto figo, ma la disposizione obliqua del palco non mi convince... studio la rifrazione, la disposione delle casse, la triangolazione delle onde sonore e vado in paranoia totale. :S
già i 3STTO, col loro set relativamente semplice, hanno fatto un bel casino e, conoscendo il volume di suono che riescono a produrre, mi aspetto che gli ACDB ne facciano almeno il doppio!
...non so proprio cosa verrà fuori... staremo a vedere!

...ma non mi devo spaventare...
rumore, rumore, rumore.
lo scintillio ciclico dell'ottone enfatizza l'ondata di suono che ne fuoriesce.
una struttura ritmica prende forma lentamente, si stabilizza e si serra repentinamente. una cosa che non si può neanche definire un 'pezzo'...
ora le presentazioni.
...i nostrani A Cold Dead Body sono entrati in scena con la nuova formazione. ridotta, ma stabile.
la violinista se n'è ita, il bassista se n'è ito e i quattro elementi rimasti devono farsi forza e coraggio per riuscire a portare avanti tutto questo circo. peccato però. era bello vederli tutti e sei insieme a dividersi il palco... :(
...e ora il povero cantante, oltre a fare il suo lavoro, deve smazzarsi gran parte dell'elettronica, tutte le parti di basso [!!!] e gestire gli interventi col corno [o tuba, o mezzatuba, o quel che l'è...]. ma è tutto sotto controllo! mettendo vicino anche i due chitarristi, la fascinosa batterista [anzi, figa veramente] e con l'ausilio di tantissime macchine, il disco neonato della band viene ricreato dal vivo senza grandi problemi.
ok, effettivamente c'è qualche difficoltà tecnica coi volumi, le spie e le basi, e sento un paio di passaggi non proprio pulitissimi, ma non sono cose che riescono a scalfire la solidità dello show.
...tra delicate parti post-rock, accelerazioni e cosette un po' più violente, il risultato è una performance ad alta densità. sicuramente degna di nota è la capacità vocale del frontman; l'uomo riesce a passare dai sussurri ad urlazzi squarcia-bronchi con grande disinvoltura. noto anche che ha una bocca spropositamente larga, il chè non guasta mai... XD
rispetto alla band che li ha preceduti, ho riscontrato una maggiore discontinuità nei mood e una ricerca sonora più vasta. ...il trasporto dei musicisti è incredibile e lega a doppio filo il pubblico.
tra magici arpeggi e pedali pestati a morte, gli ACDB catturano la coscienza dei presenti e la legano all'albero maestro della loro nave, lasciandola frastornata in mezzo alla tempesta.
'our best years', 'the chosen ones'... i brani scorrono ipnotici, ma è con l'inserto ritmico supertribale della conclusiva 'divinity' che godo definitivamente.
i battiti sciamano ed è di nuovo lo scintillio dell'ottone. cicli di lampi. rumore di fondo.
il cerchio si chiude.
ora i saluti.

...beh, di solito dopo aver assistito ad un concerto si riesce a capire subito quale gruppo sia piaciuto di più e quale di meno... ma in questo caso non saprei proprio decidermi! siamo di fronte ad un pari merito assoluto! :D
abbiamo assistito all'esibizione di due band con intenti simili ma modi molto diversi di raggiungerli. e in ogni caso stasera ciascuna di loro ha centrato l'obiettivo.
se proprio devo fare un appunto, lo faccio agli A Cold Dead Body, ma non riguardo il live, anzi! l'appunto è proprio che mi sono piaciuti molto di più live che su disco. eh, si, Harvest Years poteva venir fuori un pochino meglio... :)
...ma non importa, sono ugualmente fantastici... e questo mi fa arrabbiare ancora una volta... queste sono realtà che meritano di più! meritano più possibilità e più visibilità!
ma lasciamo perdere questi dilemmi nazional-sociali... tornando al mio microcosmo esistenziale, non posso che essere contento della bella serata. ho scoperto un bel posto, il clima era bello, ho ritrovato vecchi amici che non vedevo da tempo e ho anche bevuto la birra [che buona la birra!].
:D


Ende_Nue

sabato 8 gennaio 2011

GRAND SOUND HEROES + MELISSA AUF DER MAUR @ New Age (Roncade, TV) 11-12-10



Dic 31 2010, 15:23

Sab 11 Dic - Auf Der Maur

***

...di fuori fa un freddo becco.
...di dentro siamo invasi dai palloncini.
palloncini bianchi.
palloncini rossi.
palloncini ovunque.
...il New Age ha deciso di compiere gli anni proprio oggi e quindi, oltre al concerto, ci sarà di contorno tutta una megafesta... 15 anni! bravo il New Age a durare così a lungo! :)
naturalmente, vista l'occasione e visto chi suonerà stasera, il locale è bello pienotto.
c'è tanta gente! ma tantatantatanta.
e tanta figa! ma tantatantatanta.
...eh! è inevitabile: metti una donna a cantare ed ecco la gnocca spuntare!
e per di più, vista la concomitanza con la festa del locale, è tutta fighetta ben vestita. yum!
XD

...ecco, a quanto pare un'altra cosa inevitabile è arrivare a concerto iniziato! -_-
ma vabbè, stavolta non è che mi sia dispiaciuto molto...
...i GRAND SOUND HEROES sono il gruppo scelto per fare da spalla a Melissa.
un mucchio di tamarroni che si cimentano con un rock di matrice seventies. roba sporca la loro... roba stoner, polverosa... da deserto. deserto e pejote.
...il cantante è un ciccione biondo e boccoluto che dà una prova di buona capacità vocale. sarebbe anche valido se non si mettesse a urlare 'WOW!!!' ad ogni piè sospinto! queste uscite mi sembrano molto ingenue, anche se in fin dei conti genuine.
invece quello che mi ha dato la migliore impressione è il bassista: nonostante la frangia simil-emo e i vestiti molto fricchettosi, vedo questo secco ragazzetto suonare con passione e trasmettere buone vibrazioni!
...devo dire che ho avuto grandi difficoltà a capire se fossero stati italiani, inglesi o chessòio e il dubbio mi è rimasto fino ai saluti finali. e... beh, a parte questo sforzo, non è che gli abbia dedicato altre grandi attenzioni.
intendiamoci: il loro lavoro lo fanno, ma non mi solleticano per niente. è materiale che non mi interessa.
...terminano la loro lunga esibizione [eccessivamente lunga] dedicando l'ultimo brano proprio a Melissa, poi riccioli d'oro dà fuoco a qualcosa (anche se non capisco cosa), salutano tutti e lasciano spazio a...



...ALLE TETTE.



...LE TETTEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
XD
XD
XD
si, perchè sono salite sul palco due tipe strafighe e una sta disegnando delle robe sulle tette dell'altra.
non capisco, non mi interessa, ma va bene così. XD
...ovviamente metà del pubblico sta facendo tit-staring [no, non è una nuova mossa di hardcore dancing] mentre l'altra metà si muove in un via-vai incredibile.
sembra di stare in un formicaio con tutto questo andirivieni di gente.
...come al solito sono ben attento alla selezione del dj e stasera devo dire che è proprio caruccia.
mi stupisco non poco quando, dopo tanti brani modaioli, viene messa su Fisheye degli Shining. questa non me la sarei mai aspettata!
[sono uno dei gruppi-rivelazione del 2010! accattateveli, è un consiglio!]
:D

...ma se le camicie a quadri erano la divisa dei Grand Sound Heroes, le camicie nere sono la divisa dei ragazzi di Melissa Auf Der Maur.
La band fa il suo ingresso fra, accompagnata da rumore, fumo e luci scarlatte. tutto diventa di fuoco per salutare l'arrivo della regina rossa.
l'opener è 'the hunt', tratta dal nuovo album 'Out Of Our Minds', subito seguita dalla titletrack. a seguire 'lightning is my girl' e 'real a lie' dal primo lavoro omonimo.
un ottimo inizio, non c'è che dire!
...mettiamo subito in chiaro una cosa: qua non ci sono artifici o effetti speciali. qua si suona rock.
rock semplice, ben fatto e soprattutto sano.
il groove è solido, le chitarre importantissime e i riff tagliano come lame. il basso di Melissa assolve alla sua funzione accostandosi prevalentemente alla ritmica, dimostrandosi oggetto indispensabile, ma senza coprire gli altri strumenti.
le rare parti di tastiera (leggi: pianoforte) sono gestite dal fonico e non stonano per nulla.
...i visuals sono semplici proiezioni di immagini organiche ritagliate in sezioni nette. geometrie rigide che contengono superfici rugose e umide. alberi e acqua ingabbiata. il fumo è una costante e rende tutto confuso, impastato.
ma è ovviamente la stessa frontwoman che attira maggiormente l'attenzione.
impossibile non restare affascinati dai suoi capelli rossi, dalla carnagione chiara, dalle sue espressioni, dai suoi gesti teatrali. indossa una specie di vestito fatto di straccetti e cordine, una cosina molto hippie che stacca nettamente con le divise nere dei suoi musicisti. è di un'eleganza molto naturale che unita ai modi, alla gestualità ed alla figura, la fa risultare al contempo eterea e carnale. vivida e decisamente bella.
...di fronte a cotanta regalità il resto dei componenti della band viene un po' sminuito. sembrano dei ragazzini a confronto!
e cmq ricordiamoci sempre che abbiamo davanti una figura oramai storica, anche se continuare a considerarla semplicemente l'ex-bassista delle Hole e degli Smashing Pumpinks. è quanto meno desueto.
certo, il basso rimane il suo strumento, ma è con la voce e con la presenza sul palco che cerca di dare il massimo.
anche se...
beh...
...sembra proprio che il suo impegno con le parti vocali sia quasi spinto, mentre suonare il suo strumento le venga ben più naturale. quasi come se cantare sia per lei una mezza forzatura... e difatti la voce è spesso un po' incerta, mentre invece il basso è sempre preciso ed equilibrato.
sarà una questione di esperienza, sarà che sente l'affaticamento alle corde vocali (la band è a fine tour), quindi glielo si può anche concedere, via! :)
...ma allora godiamoci la Melissa-bassista!
si dimena, la regina rossa, ci mette l'anima nel suonare e si sbatte col suo strumento, quasi ci facesse all'ammmmmmmore.
ho sempre trovato il basso uno strumento molto sexy di per sè, e vederlo imbracciato da una donna mi manda in visibilio! XD
...ma parliamo d'altro che sennò m'infoio sul serio... XD
onestamente, la cosa che preferisco nella sua dimensione artistica sono le canzoni.
sono semplicemente belle, ben costruite, mai eccessive. sono sempre un buon ascolto.
...tante sono quelle tratte dell'ultimo album. nonostante non conosca ancora bene questo lavoro, sono certo di aver identificato 'isis speaks', 'follow the map', 'below' e anche la strumentale 'lead horse' (assolutamente fantastica)...
...dal primo album spiccano una pesissima 'my foggy notion', 'taste you' (cantata con la prima strofa in francese... romanticissima!), 'would if i could' e 'i need i want i will', assolutamente inaspettata, importante, epica, lunga e fascinosa.
tra un brano e l'altro Melissa interagisce col pubblico dimostrando carisma, ma anche gentilezza e delicatezza. una vera signora insomma!
...durante l'introduzione ad un brano, dà libero sfogo al suo lato naturista/animista e cita un certo albero pluricentenario che sta proprio a Roncade. racconta che è stata a vederlo, che l'ha abbracciato e baciato e che è stato amore a prima vista ...che matta! XD [ecco, questa foto dimostra che 'ste cose non me le invento...] racconta che è la prima volta che passa per l'Italia col suo gruppo, che è contenta, che le piace il cibo... [beccateve pure questa dove se magna er gelatoXD!] ...sembra un po' meno contenta del pubblico, però.
...e difatti c'è una certa immobilità...
a parte la morettina che balla in parte a me (e di cui mi innamoro nel giro di cinque nanosecondi) vedo solo teste ferme.
qualcuno balla, ma sono veramente pochi... ok che un concerto simile non è roba da pogo, ma un po' più di casino non avrebbe guastato! anche sotto al palco non è che ci si strappi i capelli...
...qualche palloncino vola in aria e devo dire che trasmettono più vitalità questi cosi di gomma che non le persone presenti! XD
una cosa positiva è che il pubblico è estremamente eterogeneo, come vuole il rock! ci sono sia ragazzini che gente più matura. e poi è gente di tutti i tipi, e la cosa non mi dispiace! [invece mi è dispiaciuto molto avere quel pandolo quarantenne davanti a me... sembrava lo facesse apposta a coprirmi la visuale con la testa!!! ma vabbè... io intanto guardavo la morettina... XD ]
...personalmente sono preso bene. classiche attività ludiche come l'headbanging e l'air-bassing [?!?!] occupano il mio tempo mentre la musica scorre.
ma resto scioccato quando ad un certo punto decido di girare la testa per vedere che aria tira dietro di me... e mi chiedo 'dove sono finiti tutti?!?!?!' c'è un vuoto incredibile [e non avevo nemmeno scoreggiato! XD ]
che tristezza... alla fine c'era quasi più pubblico per i Grand Sound Heroes che non per la headliner!
ma lasciamo perdere...
...uh! questa strofa mi ricorda qualcosa... ma non è roba di Melissa... ma sì! è 'black no 1' ma no! è 'paranoid' o 'iron man'? ...è un massiccio, fangoso, interminabile medley dei Type O Negative e dei Black Sabbath la regina rossa ha deciso di rendere omaggio ai suoi maestri [a tal proposito: r.i.p. Peter Steele] e 'glorioso' mi sembra l'aggettivo più felice per questo esperimento.
...poco dopo arriva il secondo esperimento, stavolta intrallazzato con Glenn Danzig. è proprio con l'ex-Misfits che è stata registrata 'father's grave', ma lui non è presente stasera e allora... KARAOKE!!! i musicisti escono a fare una pausa e la ragazza resta sola sul palco a cantare la sua parte mentre il resto del brano viene mandato dal fonico.
ho trovato molto pericoloso questa specie di duetto con un playback: poteva risultare ridicolo, forse addirittura offensivo! e invece è venuto fuori molto elegante e ricco di fascino.
...dopo ancora un paio di brani vedo Melissa prepararsi per bene e la sgolata iniziale di 'followed the waves' impressiona tutti... ce la fa!!! e diosanto che canzone!!!
...ma abbiamo già chiuso? a quanto pare si. fa ciao-ciao con la manina e se ne va... che brutto, almeno un paio di parole di commiato poteva dirle! ci ha lasciati tutti con l'amaro in bocca. :(
il tempo è volato e qualche bis ci stava. ok che non ha questo gran repertorio da cui pescare, però...
devo dire che ho sentito un po' la mancanza di certe canzoni ['head unbound' su tutte] e rimarco il fatto che abbia reso meglio al basso che come cantante, ma comunque è stata onesta. ha fatto una bella figura!
:)

...il dj intanto ha attaccato 'czar' dei Mastodon per poi proseguire con un mix che definire scandaloso gli renderebbe solo che merito.
O___o
meglio telare, va!
che di mezzo c'è pure il prosieguo della festa! concorsi, ricchi premi... non ci capisco un cazzo! a me sarebbero bastati i palloncini!
...bon, il concerto è stato bello e poi mi sono innamorato almeno una mezza dozzina di volte.
usciamo soddisfatti nel freddo becco e andiamo a casetta a smaltire il mal di collo.
_\m/


Ende_Neu

venerdì 3 dicembre 2010

KALI THE HERBALIST TECHNICIAN + DAHOW + DJ HASTE + THE QEMISTS + KITCHA aka NORTHERN… 20/11/2010


***

...siamo a Udine con un americano in mano mentre al Mostovna, a circa 50 km da noi, sta suonando Kali The Herbalist Technician.

...in poco meno di un'ora passiamo a distanza-zero dall'obiettivo e riusciamo a beccarci metà esibizione di Dahow.

...ed è proprio figo!
'you know where you are??? you're in the jungle baby!!!'
era da tanto che non sentivo "smash tv" di Chase & Status in un set e sorrido, perchè ho già capito quale sarà l'andazzo della serata.
neurofunk e deep drum and bass vengono alternati con grande nonchalance. il dj non sbaglia un'acca.
...e sul palco c'è anche un baldanzoso mc!
BAU!
mi piace quando c'è l'mc.
...insomma sono contento! :D
studio la situazione con una coca in mano, osservo il giovanissimo pubblico, mi perdo nei visuals mandati dai tre megaschermi e muovo la testa, conservando le energie per ciò che arriverà e cercando di entrare nel mood giusto.
oramai siamo esperti nel dosare le forze in questo genere di serate... sennò rischi di trovarti senza fiato ancora prima che inizi il main eventer!
:D

.... a mezzanotte dj haste si infila le cuffie e inizia a smanettare sui piatti.
techstep a manettaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
freddo e rigido come non mai!
e stavolta non riconosco neanche un pezzo, però mi piace un sacco ugualmente.
...intanto l'mc è sparito (probabilmente perchè non centra un cazzo con questo stile), i ritmi sono accelerati, i muscoli si sono scaldati e si inizia a ballare per bene. nonostante un paio di mix cappellati devo dire che è bello tosto.

...ma dopo appena un'ora Haste ci saluta e vediamo salire alla consolle Dan Arnold, bassista dei The Qemists.
la tripletta iniziale:
The Qemists - Your Revolution (da Spirit In The System)
The Qemists - Stompbox (da Join The Q)
Sub Focus - Timewarp
...dopo 5 minuti c'è già chi esclama 'ma è un cinghiale!!!' XD
ed è proprio vero! è più cinghiale del famoso pennello!
[ma cerchiamo di prendere un piglio un po' più professionale...
ah-ehm...] le coordinate ci dirigono verso quello che comunemente viene chiamato 'drum and bass', alle volte virando verso l'happy drum and bass e alle volte più verso il neurofunk.
ma poco importa se la si chiama 'drum and bass', 'happy drum and bass' o 'mica-tanto-happy drum and bass'! i brani sono ricchi e molto colorati.
...il Mostovna non è proprio pienissimo, ma comunque ben tapezzato di corpi. si balla duro il più possibile ma senza sudare troppo. complice la temperatura gradevole e le porte del locale sempre aperte.
però trovo le luci spesso eccessive, con strobo accecanti e faretti che cuociono il cranio. un po' più di oscurità non avrebbe guastato.
molto carini i visuals, invece. semplici e simpatici.
...ma lo spettacolo migliore non è quello mandato sui megaschermi, ma quello offerto dal pubblico stesso!
tra ubriachi semimolesti che ci provano con le tipe e si ribaltano da soli, tipi presi benissimo che fanno la spola ballando da un lato all'altro del locale, tipi presi malissimo da sostanze ignominiose, nane che ballano con indosso il cappottone da inverno siberiano con collo di pelliccia, rastoni grassocci con facce da schiaffi, altri rastoni fumati all'inverosimile che ondeggiano sorridenti, ragazzini che incitano la folla a far casino, security che allontana gente dalla consolle e altra security che cerca di contenere l'esuberanza generale, non si sa da che parte guardare! XD
...certo che il meglio l'ha dato un certo personaggio che... beh, era in piedi, assolutamente fermo, e ad un certo punto è caduto come una pera! diocaro se era messo male!
insomma, tra fattanza e ubriachezza varia, i casi umani non si contano.
però c'è da dire che gli sloveni restano un popolo educato. se ti pestano un piede si scusano mille volte, se ti rovesciano addosso un bicchiere pure. sono proprio scazzati, non si fanno tante paranoie, poi le tipe ti sorridono e non se la tirano troppo.
e che gli sloveni si sappiano divertire, dev'essersene accorto lo stesso dj: c'era gente che continuava a portargli bicchieri di birra e altro... tranquillo, offre la casa!
XD
...ma... cosa succede?
le mie ginocchia si piegano... ho il culo quasi a terra...
heh! a questo punto devo credere che le parentesi dubstep in mezzo ai dj-set dnb siano diventate un must.
sento "dem na like be" ma è un remix dubstep
sento "renegade" ma è la VIP dubstep
...e ancora tanto e tanto dubstep.
è pazzesco! non finisce più! ho i quadricipiti in fiamme a forza di ballare basso! XD
addirittura mi ritrovo a ballare con dj Dahow [simpatico lui, ma una bella figa sarebbe stata meglio...]
XD
...ritornando in fase drum and bass, continuo a recepire brani che conosco... il problema è che oramai ho un tale casino di dnb in testa da non poter più ricordarmi i titoli! XD
però la miscela di "red heat" e "machine gun"dei Noisia me la ricordo, eccome! semplicemente magistrale.
...ma è l'intero amalgama ad essere ben strutturato e, nonostante la relativa brevità del set, non ci si annoia per un attimo.
noto anche che i brani sono spesso mixati a più riprese, in modo da dare tempo al pubblico di 'imparare' i pezzi man mano che si va avanti. alquanto astuto.
si, un drop l'ha sbagliato anche mastro Dan, ma in generale l'impressione è molto buona. in tutto questo cinghialume ci stiamo divertendo ben bene! solo mi stupisco di non aver sentito nulla dei Pendulum sarebbero stati proprio azzeccati visto il tono della proposta.
...andiamo al bancone per un attimo e intanto arriva il momento per il dj inglese di chiudere il discorso. riconosco subito "fading halo",malinconica e tirata. messa per ultima è grandiosa! mi rifiondo in pista e ci provo col 2-step per chiudere in gloria, ma è un'impresa azzardata: il pavimento è talmente scivoloso che rischio di finire per terra con una caviglia in frantumi. XD
...beh, è stato un gran bel set e non finirò mai di ribadirne la cinghialità! niente che faccia avere le visioni (tipo Black Sun Empire) , ma comunque vario e divertente.
però devo dire di aver sentito sentito la mancanza di "on the run" gran pecca!
...e un giorno sarebbe anche bello vedere la formazione al completo dei Qemists IN CONCERTO. magari anche con qualcuno dei loro featurers [posso chiedere Jenna G e Mike Patton?]

...sono le tre di notte e Kitcha aka Northern Lights attacca a spiattellare. è molto stiff il ragazzone; darà sicuramente filo da torcere ai reduci del dancefloor.
ma per quanto mi riguarda è meglio tirarsi in là, che domani c'ho il pranzo coi parenti e tocca essere presentabili...
XD

...yes! è stata una serata danzante più corta del solito, ma non per questo sottotono!
prima di uscire dal Mostovna vado un attimo al cesso e mi capita quasi di litigare con un local, ma alla fine è un fuoco di paglia. ci scambio due parole e scopro che è probabilmente l'unica persona al mondo che non ama questo posto...
...E' PAZZO!!!
O___o

lo ribadisco ancora una volta: è sempre un bel piacere entrare al Mostovna.
tra l'altro la notizia di un evento dnb in questa venue ci aveva sopresi non poco; di solito qua veniamo ad assistere a concerti hardcore, metal e simili.
...e vedi che bella serata è saltata fuori!
'Intensity in the hood' è proprio un nome azzeccato.
ho visto una buona risposta del pubblico, i dj sembravano soddisfatti e l'atmosfera generale era positiva.
ok, l'impianto audio non sarà all'altezza di un club vero e proprio, ma è comunque decente. i bassi li regge abbastanza bene! :)
però c'è da dire anche un'altra cosa: finalmente siamo riusciti a farci una serata dnb ad una distanza ragionevole da casa e speriamo che sia la prima di tante altre.

DAJE MOSTOVNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
:D


Ende_Neu

mercoledì 10 novembre 2010

AUCAN + ONE DIMENSIONAL MAN @ New Age (Roncade, TV) 301010




***

...io credo che farei meglio a trasferirmi a Roncade per i weekend... se la stagione del New Age continua così!
:D
...e una volta tanto si arriva per tempo!
[YEEEEEEEEEEEEEEEH!]
anzi, in anticipo!
[UUUUUUUUUUUUUUH!]
troppo in anticipo...
[BUUUUUUUUUUUUUUUUUUH...]
i cancelli sono ancora chiusi...
[...]
c'è poca gente all'ingresso e già mi aspetto un totale di presenze da competere coi proverbiali 'quattro gatti'.
d'altra parte... gli One Dimensional Man... ma chi vuoi che li conosca a parte me e un'altra dozzina di sfigati?
[presuntuoso...]

...vabbè, il gorilla ci lascia entrare, paghiamo il biglietto, mi prendo una coca e subito mi precipito a studiare la situazione sul palco.
dietro c'è la 'batteria grande' degli ODM e tutto il loro ambaradan.
davanti c'è una batteria minuscola, con ai lati due gruppi di tastiere, sintetizzatori e macchinari vari. la disposizione a U degli strumenti è concentrata in pochissimo spazio. per il resto il palco è del tutto spoglio.
...molto claustrofobico devo dire! sono curioso. e promette bene.
nell'attesa osservo anche la gente... siamo sempre in pochissimi. la maggioranza è composta da barboni post-puberali dal tono indie di cui molti con indosso cappelli e cappotti dei loro zii poveri... avessi avuto un mitra... -_- [si, adoro giudicare la gente dalle apparenze. e chi dice di non farlo è un IPOCRITA DI MERDA.]
...ah! non posso fare a meno di ripensare a quanto hanno fatto iThe Dillinger Escape Plan su questo stesso palco 2 settimane fa. mi balza il cuore in gola!
cristo! la trave è veramente in alto! Puciato deve avere dei quadricipiti della madonna per essere riuscito a saltare fin lassù.
XD

...bene. siamo davanti, quasi sulle transenne, e un'intensa modulazione sonora si sta prolungando da diversi minuti, la regia ha iniziato a buttare fumo. la luce è bluastra. anche il suono è bluastro.
dopo questa lunghissima intro, fanno il loro ingresso tre figure incappucciate... minchia! non sapevo che la scaletta comprendesse anche i Sunn O))) !!! XD
... scherzi a parte, questi sono gli Aucan giovanissima realtà bresciana che col drone non ha nulla a che fare.
si, perchè gli Aucan fanno....................boh!
beh, mi viene naturale paragonarli ai 65daysofstatic.
si, perchè anche i 65daysofstatic fanno....................boh!
...è arduo definire la loro musica! c'è del post-rock, tanta elettronica, basi preregistrate, dub, dubstep, noise, industrial... insomma, è uno di quei gruppi che prende tutto quello che gli piace, lo mette insieme e poi lo risuona a modo suo.
il risultato è un'amalgama di suoni cristallini, ritmiche secche, distorsioni e pesantezze varie.
e quest'amalgama è fatta con chitarra, basso, batteria e tanti, tanti synth. ci sono anche parti cantate, ma si tratta di poche frasi smozzicate e altre cose che somigliano quasi a degli slogan.
...nonostante lo spazio ristretto, cannibalizzato dalla presenza della strumentazione degli ODM, i tre sono presi benissimo e le due figure ai lati saltellano di continuo, mentre il batterista gli dà che è una bellezza.
quello che sprizza maggiore entusiasmo è sicuramente il cantante/bassista/tastierista; di lui mi è rimasto impresso in particolar modo quando si è messo a suonare la tastiera COL BASSO. XD
...ma è soprattutto la dimensione 'batteristica' ad essere spettacolare.
innanzitutto il personaggio impugna le bacchette in modo stranissimo, praticamente al centro della loro lunghezza, poi lo strumento è arricchito da vari elementi percussivi, assieme ad un pad elettronico, e infine ci sono le stravaganti strutture dei beat, che incrociano e talvolta sovrappongono suoni per metà digitali e per metà naturali.
...il contrasto tra l'azione sul palco e quello che vi accade sotto è fortissimo: il pubblico è fermo, praticamente ipnotizzato, e si sveglia dalla trance solo alla fine dai brani, per elargire applausi generosi e meritati.
il rapimento è totale. dal canto suo il terzetto è parco di parole, impegnato com'è in quello che sta creando. i ragazzi non hanno un attimo di tregua. ecco, forse un quarto elemento che si smazza la maggior parte dell'elettronica li renderebbe più liberi di agire.
...intanto che andiamo avanti, i fumi hanno creato una nebbia piuttosto fitta tanto che, nonostante la posizione avanzata, faccio fatica a percepire i dettagli.
gli ultimi due brani sono praticamente dubstep e il primo è una bomba di quelle toste.
avete mai sentito un giro di basso dubstep fatto con la chitarra? speciale! se siete in dieta state lontani dagli Aucan, perchè qua c'è solo roba grassissima! XD
e visto che il brano non è sufficientemente stravagante, sul rullante viene incastrato un piatto, giusto per aggiungere un timbro ancora più particolare alle percussioni.
il risultato è un pezzo dal giro bello rotondo e dai battiti spiccatamente metallici e sordi... fantastico!
è da queste cose che si evince la volontà di sperimentare. ma non è sperimentazione fine a se stessa, è una ricerca che porta a risultati concreti. la mescolanza di cui parlavo prima ha una forma ben precisa e i tre sanno quello che fanno e lo fanno bene.
sono bravi e hanno stile.
...certo, saranno pure acerbi e un po' impacciati, ma sono giovani! glielo si può perdonare.
mi erano piaciuti un sacco su disco [ascoltate l'ep DNA, che merita] e adesso posso dire che funzionano bene anche dal vivo.
bravi Aucan, stelline nascenti del panorama italiano. siete delle promesse! adesso vedete di non bruciarvi.
:)

...finito lo show, appena mi volto rischio un infarto... e tutta 'sta gente da dove è uscita??? il locale è pieno!
altrochè i proverbiali 'quattro gatti'!
non avrei mai pensato...
[ri-presuntuoso...]
...ok, scavalco il bordello e mi faccio servire una Corona dalla barista meno vestita sulla faccia della terra [praticamente indossava solo l'IDEA di un vestito]. mi dice che deve mettermi la birra nel bicchiere di plastica! le dico che va bene così. [beh, poteva anche dirmi che doveva versarmela sulla testa, mi sarebbe andato bene comunque... che libidine di ragazza!]
e ci mette pure la fettina di limone!
nella Corona.
nel bicchiere di plastica.
surreale.
tutta la scenetta mi ripaga dei 5 euro che ho dovuto sborsare per la fottuta birra...
...vabbè, visto il casino che si è generato, ci tocca restare in posizione più arretrata rispetto a prima... è impossibile muoversi per trovare un buco più avanti.
...ah! non vedo l'ora che gli headliners inizino! ho vaghi ricordi di un loro concerto a Codroipo, in una cazzo di sagra di merda del cazzo, quasi diecimila anni fa. rammento solo che che mi hanno impressionato moltissimo in quell'occasione! credo siano stati il primo gruppo che mi ha portato ad avvicinarmi al rock. [prima ero un industrialone senza scampo che snobbava qualunque genere musicale che non prevedesse anche sintetizzatori e sospensioni di camion amplificate]. e cmq, più in generale, va detto che questo è un gruppo seminale per certa musica italiana contemporanea!
mica cazzi!
XD

...ecco, io francamente non ho capito quando sia iniziato esattamente il concerto degli One Dimensional Man...
in sottofondo sta suonando un brano. una roba lunga e straziante. sembra quasi di Antony and The Johnsons, ma è più sbilenca... di sicuro non si tratta di loro. non so di chi sia, ma sembra quasi messo apposta a mo' di intro... boh!
finalmente il trio entra in scena e inizia. dei cicli ritmici belli rumorosi si sostituiscono al sottofondo. e via che si parte!
come prevedevo, 'saint roy' apre il concerto.
...e come facevo a prevederlo?
beh, quest'anno il gruppo festeggia il decimo compleanno di You Kill Me, forse il loro disco più riuscito, e quindi la prima parte dello show è dedicata all'esecuzione -quasi- integrale dell'album in questione. stilarne la scaletta è facile, visto che i brani sono in ordine:
1. saint roy
2. i can't find anyone
3. this man in me
4. no north
5. babylon
6. the old worm
7. inferno
8. sad song
9. lovely song
10. it hurts
11. you kill me
12. oh oh
13. broken-bones waltz
...eh già! manca 'elvis', ma non è mica colpa mia! XD non l'hanno fatta. punto.
per seconda arriva 'i can't find anyone', ruffiana e catchy come sempre. piace piace! ma è con 'this man in me' che il pogo si incendia... e resterà in fiamme fino alla fine.
...sono tutti brani veloci e brevissimi. schegge di rock che conosco a memoria e che la mia mente cavalca con furia.
su 'no north' non posso fare a meno di lacerarmi le corde vocali 'i have got no north! i have got no south! i have got no eeeeeeeeeeeeeeeast! i have got no west! I HAVE GOT NO YOU!'.
poi il groove di batteria più bello del mondo apre la strada a 'the old worm', seguita dalla rumorosa 'inferno', con la sua pernacchiona infantile. che caos! che accoppiata devastante!
...hanno appena iniziato e già li sto adorando. sto sentendo dal vivo un disco che è stato presente nel mio lettore per anni e anni e che conosco a menadito!
è rock. ma un rock deviatamente tribale e schizoide, molto noise, sporcato di funk e tanto blues. ma un blues malato, blues da fogna dell'Illinois.
...il basso è bello presente ed è spesso in primo piano, la batteria è contemporaneamente claudicante e decisa, un po' come un ubriaco violento, la chitarra combina assoli magici e riff stuprati.
lo stile della band è ben definito e il tiro è fantastico. va detto che i tre non suonano assieme da un sacco di tempo e inoltre c'è stato di mezzo anche il cambio di batterista. il mitico - parola scontata, lo riconosco, ma mai significativa come in questo caso - Dario Perissutti ha lasciato il posto a Luca Bottigliero dei Mesmerico. ...nonostante tutto ciò, gli ODM non hanno perso un briciolo di smalto. cmq non so se sia corretto chiamare tutto questo 'reunion', visto che non mi risulta che gli ODM si siano mai ufficialmente sciolti.
...il palco è privo di qualunque orpello scenico e la concentrazione si può focalizzare sui tre.
lo spazio è equamente diviso: a sinistra abbiamo Giulio Favero, chitarrista e carismatico stregone, ma dotato di un simpatico tocco nerd dato dagli occhialoni; al centro il già citato Bottigliero alla batteria, impressionante e capace di eguagliare i livelli di follia schizofrenica di Perissutti (anche se Perissutti riusciva a fare lo stesso casino con una batteria ben più contenuta in elementi).
...e a destra... Pierpaolo Capovilla...
ah-ehm... con lui di mezzo è difficile non parlare anche de Il Teatro Degli Orrori! ma confrontare il suo ruolo nei due gruppi è come confrontare il giorno e la notte:
1) innanzitutto il 'Pierpi', oltre a cantare, si sta smazzando la parte di basso. ed entrambi i ruoli non sono per nulla semplici. in pratica si ritrova inchiodato dietro al microfono e la situazione contingente lo ridimensiona non poco rispetto a quanto succede col Teatro. sicuramente è meno primadonna del solito...
2) i brani degli ODM sono tutti in inglese (fatta eccezione di qualche piccolo inserto), quindi toccano il pubblico in maniera meno diretta di quelli del Teatro. e la pronuncia... mio dio... è talmente pessima da risultare imbarazzante... tra frasi smozzicate e parole inintelleggibili riconosciamo un Capovilla semi-bevuto, ma pur sempre espressivo.
3) i testi degli ODM sono per lo più intimistici e sicuramente meno 'politici' di quelli del Teatro. qua di parla soprattutto di situazioni personali distorte, solitudine, violenza psicologica, relazioni andate a male, microcancri della società e malattie della morale.
4) al contrario di quanto succede col Teatro Degli Orrori, sono pochissimi i momenti di arringa al pubblico. gli interventi sono rari e quasi forzati... Capovilla è acido, e a malapena riesce ad esclamare un paio di disinteressati 'come va?'.
...però c'è poco da fare, il personaggio ha comunque un grande carisma e sex appeal... si, ma conquista soprattutto i maschietti! XD
dal pubblico sorge un virile 'TI AMO!!!' a cui viene risposto con un laconico '...anch'io ti voglio bene...'.
la scenetta trova il suo momento duale quando Capovilla termina una canzone con '...i love you!'. il '..ME TOO!' conseguente è lapidatorio.
...insomma, col Pierpalo nazionale così sacrificato, sembra quasi che manchi un frontman vero e proprio. ma non se ne sente la mancanza, vi dirò! e finalmente lo rivedo re-inserito in questo trio.
il palco è una torta ben divisa e tutti e tre hanno la stessa forza. nessuno cerca di imporsi sugli altri. questo è un GRUPPO e gli One Dimensional Man sono apprezzabili solo nel loro insieme.
...ok, chiudiamola con le cazzate e torniamo alla musica.
prima dicevo di conoscere You Kill Me a memoria, in ogni sua sfumatura, quindi non posso fare a meno di notare alcune differenze sul piano live. ad esempio in 'sad song', che inizia con un giro di chitarra molto più rallentato rispetto all'originale. questo non fa altro che aumentare il senso di dramma che traspira dal brano. per fortuna che poi attacca 'lovely song', che ha il potere di risollevarmi il morale, ma non senza un punta di perversa cattiveria.
...mannaggia li pescetti... dalla mia posizione non vedo un granchè, però posso ugualmente apprezzare il continuo pogo al centro del pit. vista la densità di indie snob non avrei mai pensato che potesse generarsi una roba simile! XD
questo movimento inaspettato mi stupisce non poco, come mi stupisce la quantità di personaggi di mezza età che sono venuti ad assistere. dal canto mio, invece, non posso esimermi da fare headbanging. si, ma roba pesa, da antologia! [e il conseguente mal di collo durerà due giorni. anche il mal di collo è da antologia.]
...stiamo per esaurire le tracce di You Kill Me e appena sento il giro di basso della titletrack vado in visibilio, i suoi crescendo chitarristici finali mi mandano ai pazzi. l'esecuzione di Favero trasmette grande forza.
ed è ancora Favero il protagonista in 'oh oh': durante il sulfureo assolo blues lo vedo camminare in cerchio, in totale concentrazione e dedizione verso la sua arte. l'uomo ha un'aria tra il mariachi e il gangster. è intensamente evocativo. ma in realtà tutti ci stanno mettendo sentimento, anche se l'oh oh' risulta meno gaio di quanto mi aspettassi. la prima parte si chiude con la marcetta e l'imitazione nazi di 'broken-bones waltz'.
ed ecco che è ancora dramma.
ed ecco che è ancora malattia.
...ed ecco che si riconosce il vero punto di contatto col Teatro Degli Orrori! Capovilla e il suo antipatico vizio di polemizzare! introduce 'il walzer delle ossa rotte' con una digressione sul suo tema portante, ovvero la tortura. vabbè che approvo quanto detto, però questo ciarlare spezza la tensione che la musica ha creato.
...dopo la pausa, l'encore prevede ancora una buon numero di brani, indice della ricca produzione del gruppo.
di questi riconosco poca roba: 'drink the poison', 'best friend' e 'tell me marie'.
per quest'ultima rispunta nuovamente l'animo polemico del cantante. stavolta è il turno della violenza sulle donne.
...ma è proprio sull'ultimo brano che la situazione degenera.
il pezzo in questione è un alternarsi di pestonaggini rock ed assenza totale di suono... il problema è che durante i momenti di silenzio risuona nell'aria un assodante brusio!
la maggior parte del pubblico è a babare e siamo in pochi concentrati sulla scena.
mamma mia! c'era veramente da vergognarsi!
[anche qua: se avessi avuto un mitra...]
Giulio Favero lancia a ragione un sibilante e luciferino 'state zitti...' e poi i tre ripartono a spaccare tutto!
:\

...mah! sicuramente il poco educato chiacchiericcio e il conseguente tono minaccioso del chitarrista hanno un po' rovinato la festa sul finale, ma d'altra parte quando si suona alle capre...
sembra quasi che a buona parte dei presenti non gliene fregasse un cazzo del concerto. a questo punto mi chiedo quanti fosserò lì per vedere gli One Dimensional Man e quanti per vedere il fenomeno Capovilla. questa cosa mi fa un bel po' incazzare...
...vabbè, vediamo i lati positivi: ho ritrovato la band in ottima forma, sono stati fautori di uno show onestissimo e senza fronzoli. si sono dimostrati equilibrati e rispettosi della formula 'ODM' originale.
e sono stati bravissimi, precisi e appassionati dal punto di vista strumentale, un po' meno in quello vocale.
ma va bene così. in fondo nei live è triste essere perfetti. nel live è la sbavatura che conta.
...ce ne torniamo a casa soddisfatti, ma prima compro la maglietta agli ODM, mentre la mia consanguinea acquista l'ep agli Aucan. '...per sostenere la buona musica italiana!' dice lei! e allora sosteniamola la buona musica italiana!!!
:D

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